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Ci sono automobili destinate a diventare oggetti da collezione e altre che, pur raggiungendo quotazioni straordinarie, sembrano continuare a chiedere una sola cosa: essere guidate. È proprio questo uno degli elementi più affascinanti della Ferrari Cavalcade Classiche 2026, che dal 21 al 25 settembre porterà sulle strade del Lago di Garda alcune delle vetture più rappresentative della storia del Cavallino Rampante.

Saranno 75 gli equipaggi provenienti da oltre 15 nazioni che prenderanno parte all’appuntamento. Proprietari e collezionisti avranno l’opportunità di condividere tre giornate di guida attraversando alcuni dei paesaggi più belli tra Lombardia, Veneto e Trentino.

La vera protagonista, però, sarà la storia Ferrari: non custodita dietro le corde di un museo o all’interno di una collezione privata, ma nuovamente sulla strada.

Dalla 166 MM nasce un racconto lungo quasi ottant’anni

Tra le auto da collezione presenti alla Cavalcade 2026, una delle più significative è la Ferrari 166 MM del 1948.

Siamo agli inizi dell’avventura del Cavallino Rampante e la 166 MM rappresenta perfettamente una filosofia destinata ad accompagnare Ferrari per decenni: creare automobili nelle quali il confine tra competizione e utilizzo stradale diventa estremamente sottile.

Vederla viaggiare nel 2026 significa osservare in movimento una testimonianza delle origini di Maranello. Da quelle prime Ferrari sarebbe nata una storia capace di produrre alcune delle automobili più desiderate al mondo.

La Cavalcade permette di seguirne idealmente l’evoluzione attraverso oltre trenta modelli differenti.

250 GT Lusso, 275 GTB e Daytona: l’epoca delle grandi Gran Turismo

Tra le protagoniste figurano alcune Ferrari che hanno contribuito in maniera decisiva alla costruzione dell’immaginario della Gran Turismo italiana.

La 250 GT Berlinetta Lusso rimane una delle interpretazioni più eleganti della Ferrari degli anni Sessanta, capace di unire prestazioni, proporzioni raffinate e una personalità immediatamente riconoscibile.

La 275 GTB rappresenta un altro passaggio fondamentale. Le sue forme raccontano una stagione nella quale eleganza e sportività riuscivano a convivere senza bisogno di eccessi.

Poi c’è la 365 GTB/4, universalmente conosciuta dagli appassionati come Daytona. Motore V12 anteriore, proporzioni completamente differenti dalle Ferrari a motore centrale che avrebbero caratterizzato altre fasi della storia del marchio e una presenza scenica che ancora oggi la rende inconfondibile.

Automobili che nel mercato del collezionismo internazionale hanno assunto un’importanza enorme, ma che sul Garda torneranno soprattutto ad essere ciò per cui erano state costruite: vetture da guidare.

F40, F50 ed Enzo: tre generazioni di supercar Ferrari

Per molti appassionati uno dei momenti più emozionanti sarà vedere insieme tre nomi che hanno segnato profondamente l’era moderna del Cavallino: F40, F50 ed Enzo Ferrari.

La F40 occupa un posto particolare nella storia del marchio. Presentata nel 1987, è stata l’ultima Ferrari stradale sviluppata durante la vita di Enzo Ferrari e continua a essere identificata con un’idea radicale e quasi senza compromessi di supercar.

La F50, arrivata negli anni Novanta, scelse invece una strada differente, portando nell’universo delle vetture stradali una filosofia fortemente legata all’esperienza maturata nelle competizioni.

All’inizio degli anni Duemila sarebbe arrivata la Enzo Ferrari, automobile che già attraverso il proprio nome dichiarava la volontà di rappresentare qualcosa di speciale nella storia di Maranello.

Riunire queste tre vetture significa raccontare tre momenti differenti dell’evoluzione tecnologica Ferrari e, contemporaneamente, tre generazioni del collezionismo contemporaneo.

Un museo Ferrari in movimento intorno al Lago di Garda

Il fascino della Cavalcade Classiche nasce proprio dalla possibilità di vedere auto da collezione normalmente associate a musei, concorsi d’eleganza e grandi collezioni mentre affrontano curve, salite e strade panoramiche.

Martedì 22 settembre la prima giornata porterà gli equipaggi lungo la parte meridionale del Garda. Dopo il passaggio attraverso San Felice del Benaco, le Ferrari raggiungeranno Sirmione, dove saranno esposte a Piazzale Porto dalle 11 alle 12.55.

Successivamente il gruppo si sposterà verso il Parco Giardino Sigurtà, con un’esposizione prevista dalle 13.10 alle 15.20, prima del ritorno verso il lago e del passaggio pomeridiano nel centro storico di Gargnano.

Le Ferrari davanti all’Arena di Verona

Mercoledì 23 settembre cambieranno completamente paesaggio e altitudine. Le vetture saliranno verso il Monte Baldo, con una sosta allo Chalet Novezza, prima di scendere verso Verona.

Qui si consumerà probabilmente una delle immagini simbolo dell’edizione 2026: decine di Ferrari storiche riunite in Piazza Bra davanti all’Arena di Verona.

L’esposizione sarà aperta al pubblico dalle 13 alle 15.10.

La Cavalcade tornerà quindi verso la sponda bresciana del Garda, attraversando Salò e raggiungendo Gardone Riviera, dove le automobili saranno esposte nel complesso del Vittoriale degli Italiani, luogo indissolubilmente legato alla figura di Gabriele d’Annunzio.

La Strada della Forra prima del gran finale

Giovedì 24 settembre sarà dedicato all’entroterra lombardo e trentino. Dopo il passaggio da Lemprato, con il panorama del Lago d’Idro, le Ferrari raggiungeranno il Lago di Ledro, dove è prevista una nuova esposizione aperta al pubblico.

Ma tra le strade dell’ultima giornata figura anche uno dei percorsi automobilistici più suggestivi del Garda: la Strada della Forra, con il suo tracciato scavato nella montagna.

Nel tardo pomeriggio gli equipaggi torneranno verso il lago. Alle 17.15 partirà da Gargnano la sfilata conclusiva, destinata a terminare a Salò.

Dalle 18 fino a mezzanotte il Lungolago Zanardelli ospiterà l’ultima esposizione delle vetture.

Quando collezionare significa continuare a guidare

Per il pubblico sarà un’occasione rara. La partecipazione alla Cavalcade Classiche rimane riservata ai proprietari Ferrari, ma numerosi momenti del percorso permetteranno ad appassionati, turisti e residenti di osservare gratuitamente le automobili.

Ed è forse proprio sulla strada che una Ferrari storica riesce a raccontarsi meglio.

Il valore economico di alcuni di questi modelli può essere enorme, ma ridurre il collezionismo alle quotazioni significherebbe perdere una parte fondamentale del suo significato. Ci sono il design, la meccanica, il suono dei motori, le competizioni, i proprietari che si sono succeduti e le storie vissute da ogni singolo esemplare.

La Ferrari Cavalcade Classiche 2026 mette insieme tutto questo trasformando il Lago di Garda in un grande museo senza pareti. Un museo nel quale le opere non rimangono immobili: si accendono, percorrono la strada e continuano, chilometro dopo chilometro, a scrivere la propria storia.

Redazione
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